Alberico Gentili commemorato a Londra

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Alberico Gentili commemorato a Londra

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Un’aria tepida e un cielo grigio attendono a Londra la delegazione proveniente da Oxford. La dolce campagna di prati, cespugli, colline arrotondate e cottages semisepolti nel verde, ha via via lasciato il posto alla caotica “conurbation” londinese, fatta di case alte, sovrapassi, ferrovie, stazioni. Non c’è tempo per la nostalgia del silenzio e dei profumi. I gentilissimi Professori Lowe e Sirks guidano il gruppo nel traffico della metropoli, diretti a Russel Square, dove si trova la sede del British Institute of International and Comparative Law.

La prima parte del programma londinese, che prevede una sessione accademica dedicata al retaggio di Alberico Gentili nel diritto internazionale moderno, è affidata agli internazionalisti prof. Benedict Kingsbury e Amanda Perreau-Saussine. Quest’ultima, proveniente dal Queen’s College dell’Università di Cambridge relaziona su Gentili e le fonti del diritto internazionale.

Kingsbury della New York University mette al centro del suo contributo il tema della punizione nello ‘ius post bellum’, tema che è trattato incrociando la prospettiva storico-dottrinale e quella contemporanea nell’intento di derivare dalla prima ispirazione per una corretta costruzione del concetto di punizione nel diritto internazionale oggi. L’assunto di partenza è che oggi manca una teoria adeguata della punizione come conseguenza di un delitto internazionale, tema che era invece ampiamente presente e dibattuto nei classici del diritto internazionale nella fase delle origini. Il focus dell’analisi cade quindi sulle concezioni di Gentili circa la pace, in particolare sui criteri di giusta punizione (ultio), finalizzati non solo alla riparazione, ma anche alla deterrenza, specifica e generale. La conclusione è che i giuristi dovrebbero rianimare le concezioni di Gentili per garantire credibilità alla ‘rule of law’ internazionale, soprattutto nella punizione dei ‘crimini contro l’umanità’.

L’ambiente dove si svolge la conferenza è un’aula del primo piano della importante istituzione inglese. Presiede la sessione il prof. Lowe, Chichele Professor of International Law ad Oxford. A lato dei relatori c’è uno schermo sul quale è proiettato il tondo che ritrae Alberico Gentili nell’Aula Consiliare della Provincia di Macerata. Questa immagine di Gentili è stata utilizzata da Oxford per i suoi programmi, in evidente omaggio e garbato segno di gratitudine nei confronti dei donatori del busto.

Il pubblico è cambiato. Sono presenti e fanno gli onori di casa il direttore dell’Istituto, il prof. Robert McCorquodale e Lady Hazel Fox CMG QC e la giovanissima responsabile Anna Riddel. Ci sono molti giovani che intervengono nel dibattito e chiedono chiarimenti agli oratori e al presidente di sessione, ma il tempo vola e non rimane che chiudere e trasferirsi velocemente al prossimo emozionante appuntamento presso la tomba di Alberico Gentili, dove il giurista riposa accanto al padre e alla moglie Esther de Peigny.

A fine Ottocento, quando il Ministero degli Esteri italiano chiese le spoglie del Gentili per seppellirle in Santa Croce tra i grandi italiani, il Vicario della chiesa dovette rispondere che purtroppo dal registro delle sepolture Alberico risultava essere stato sepolto accanto ad un cespuglio di rose selvatiche nel giardino della chiesa, ora impietosamente divorato dagli edifici della city. 

E le parole del Vicario ottocentesco sono venute in mente a tutti coloro che, avvicinandosi alla chiesa, l’hanno vista completamente sovrastata dal grattacielo più caratteristico dello skyline londinese, il famoso cetriolo, “the Gurkin”, che stampa nel cielo le immense grigie vetrate a losanghe.

St. Helen’s Church in Bishopsgate, la chiesa di Sant’Elena alla Porta del Vescovo, è una deliziosa chiesa gotica che conserva le sepolture di grandi uomini della Londra di un tempo. In quel quartiere di alta borghesia delle arti e delle professioni, Alberico e la famiglia vennero ad abitare quando la posizione di lui si era fatta sicura e stabile. Fino al 1599 i Gentili ebbero per vicino William Shakespeare, prima che questi trasferisse la sua residenza accanto  al “Globe”, sull’altra sponda del Tamigi. Da fuori la chiesa sembra piccola o comunque non dà idea dell’ampiezza degli ambienti che invece si aprono allo sguardo di chi entra e si trova la grande distesa di pietre, bassorilievi tombali o addirittura arche. L’attuale pietra funeraria di Alberico fu rimessa a dimora nel maggio 1877 con una cerimonia ufficiale alla quale presenziavano accademici, avvocati, diplomatici e politici italiani ed inglesi, a cura del Comitato Internazionale per le onoranze, promosso da Sir Thomas E. Holland, il secondo Chichele Professor of International Law and Diplomacy di Oxford. L’epigrafe parla della vita e delle opere di Alberico Gentili e marmi policromi che risaltano dal nero della base riportano gli stemmi delle due Università, quella della formazione, Perugia, e quella dell’affermazione, Oxford. Al centro altri due scudetti mostrano gli stemmi della famiglia Gentili e di San Ginesio. La chiesa è illuminata a giorno e il grande organo suona nel sottofondo, mentre entrano gli accademici, la delegazione italiana, i rappresentanti dell’Ambasciata italiana a Londra, del Ministero degli Esteri inglese, della Croce Rossa internazionale, del Gray’s Inn, dell’Institute of International and Comparative Law, della Fondazione Monte S. Martino Trust e amici italiani ed inglesi che non hanno voluto perdere questo momento celebrativo di alto valore simbolico.

S.E. l’Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua, Presidente del Comitato Nazionale Alberico Gentili, in un momento del “service” anglicano fa un breve discorso a nome di tutti. I cantori accompagnano i momenti salienti con canti e musiche elisabettiane. Tutti sono compresi dell’atmosfera quasi sacra che percorre la chiesa e che trova la più alta raffigurazione nella elegante figura ieratica del Rector di St. Helen, il Reverendo William Taylor. Una foto di gruppo accanto alla tomba, e via verso un’altra cerimonia che ci riempie di orgoglio, per l’alto valore simbolico che riveste.

Si tratta del ricevimento del Ministero degli Esteri, il Foreign and Commonwealth Office, nella grandiosa Locarno Room, che si presenta, fastosa meta, dopo una infilata di scaloni, sale e prospettive grandiose, immerse in un decoro di gusto vittoriano molto forte. E’ in questo luogo che vengono consegnate le due targhe celebrative, rispettivamente alla giovane responsabile dell’Istituto inglese di diritto internazionale Anna Riddell e all’avvocato Nello Pasquini, propiziatore della cerimonia anglicana. Tutti i presenti sono travolti dalla infinita grandiosità degli eventi e delle cerimonie che si susseguono nel cuore di Londra, quasi togliendo l’orientamento e il respiro.

Questa volta, sotto una leggerissima pioggerellina, la lunga fila di taxi si snoda fino a Grosvenor Square, e si ferma davanti alla residenza dell’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito. Gli ospiti sono stati invitati al buffet dinner offerto da S.E. “in honour of the Italian Committee for the Alberico Gentili Celebrations”. Fa gli onori di casa il Ministro Giovanni Brauzzi, accompagnato dalla Signora.  

E’ sempre presente, ancora una volta, come ad Oxford e nelle varie tappe londinesi, il Primo Console Morante. Il presidente del Comitato, S.E. l’Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua, guida la visita alla residenza dell’Ambasciatore. Un residenza principesca, forse la più bella delle ambasciate italiane nel mondo. Arazzi preziosi, argenteria superba, statue e quadri, la dislocazione e l’architettura stessa della dimora traspirano stile, eleganza e buon gusto. C’è di che essere orgogliosi di come l’Italia si presenta nel mondo. L’atmosfera è cordiale, il dinner ottimo, ma le sorprese non sono finite perché il Ministro Brauzzi stupisce tutti piacevolmente con il suo caldo saluto di benvenuto che comprende una competente ricostruzione della vita di Alberico Gentili e dell’attualità del suo pensiero. Durante la cerimonia viene introdotto il prof. Michael Caesar, Serena Professor of Italian and Head of Department dell’Università di Birminghan, coordinatore del programma di traduzione in inglese dello Zibaldone di Giacomo Leopardi. E così, tramite il prof. Caesar è lì presente un altro grande italiano, un altro grande marchigiano, Giacomo Leopardi. Prendono la parola il rappresentante della Regione Marche, il dott. Francesco Massi Gentiloni Silverj, che legge il telegramma del Governatore Gian Mario Spacca e aggiunge le sue riflessioni sulla portata dell’evento che deve aggiungere consapevolezza nuova alla programmazione culturale della Regione. Anche il Sindaco di San Ginesio ringrazia dell’ospitalità e manifesta il suo stupore ammirato per l’accoglienza ricevuta e per l’esperienza straordinaria che una tale commemorazione aggiunge ai doveri della sua recente elezione verso il cittadino immateriale Alberico Gentili a cui San Ginesio ha la fortuna di aver dato i natali.

La riflessione finale di tutti assomiglia a quella del Sindaco. Tutti i sanginesini, i marchigiani e gli italiani hanno doveri precisi nei confronti di Alberico Gentili. Doveri di ogni tipo, primo tra tutti quello di preservare il Centro Studi e promuovere gli studi gentiliani tra i giovani. Il Chichele Professor, Vaughan Lowe, constata che Holland e Panizza sono coloro che in epoche diverse hanno dato coi loro studi un contributo fondamentale alla conoscenza in profondità dell’opera di Alberico Gentili. Anche in relazione a questa constatazione, il Professore inglese rivolge al collega italiano Panizza una calda sollecitazione affinché, a conclusione di questa più recente straordinaria stagione di studi, si adoperi a ‘passare il testimone’, per così dire, coinvolgendo giovani studiosi a continuare gli studi su questo grande classico trasfondendovi nuove urgenze e nuove prospettive. Lui stesso si sta già muovendo a indirizzare su questa strada giovani promettenti internazionalisti e li ha invitati a prendere contatto con Panizza, il che è già avvenuto in occasione dei ricevimenti al Foreign Office e all’Ambasciata d’Italia. 

Pepe Ragoni

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