Alberico Gentili torna a Padova

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Alberico Gentili torna a Padova

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Alberico Gentili torna a Padova al convegno di studi che l’Università

dedica al suo “Silete theologi in munere alieno” e alla Seconda Scolastica di Salamanca

 

L’ultima giornata di pieno sole prima dei rigori dell’inverno accoglie l’apertura del Convegno degli Storici Italiani delle Dottrine Politiche presso l’Istituto di Studi Storici Politici dell’Università di Padova, organizzata a cura del Prof. Franco Todescan e del Prof. Diego Quaglioni.

Alla base del convegno di studi il confronto dialettico tra Alberico Gentili e la Scuola di Salmanca, anche attraverso la presentazione di due grandi operazioni editoriali, la pubblicazione della traduzione italiana annotata de Il diritto di guerra (1598) di Alberico Gentili, uscita nella Collana del Centro Internazionale Studi Gentiliani (Casa editrice Giuffré, Milano 2008), e la pubblicazione della traduzione italiana annotata del Trattato delle leggi e di Dio legislatore (1612) di Francisco Suarez, uscita nella Collana “Lex naturalis. Classici del diritto naturale moderno” diretta da Franco Todescan (Cedam, Padova 2008).

Occasione questa per un vigoroso consuntivo delle rispettive legacy, somiglianze e differenze, alla luce di incisivi contributi su Francisco de Vitoria, Domingo de Soto, Tomaso de Vio detto il Gaetano, Juan Ginés de Sepulveda, Francisco Suàrez, Juan de Mariana e, naturalmente Alberico Gentili. Un “contrasto di paradigmi” nel quale “il pensiero si fa interprete del suo tempo” e foriero della modernità, della secolarizzazione o mondanizzazione dello stato moderno. Per dirla in breve ed con motti consacrati nell’uso, dal “Silete iureconsulti” di Vitoria al “Silete teologi” di Gentili.

E quest’ultimo era il titolo ispiratore del Convegno, inaugurato nello spazio suggestivo dell’Antico Archivio del palazzo del Bo, il Rettorato dell’Università, insediato intorno all’elegante doppio loggiato del  cortile quattrocentesco ornato da centinaia e centinaia di stemmi, testimonianza, se ci fosse bisogno di conferme, della capacità di richiamo che questa Università esercitava, anche al tempo di Gentili, su studenti provenienti da ogni angolo del mondo. Tra questi, anche quelli provenienti dalla Marca Anconitana, e, per certo, anche Manilio Gentili, fratello di Alberico, la cui presenza a Padova anticipa di poco quella di Alberico stesso, testimoniata dalle carte dell’Archivio centrale del Sant’Uffizio. Ebbene sì, i verbali della Congregazione di Roma, che riferiscono del processo inquisitorio subito da Manilio, rivelano che nell’agosto 1579 Alberico era stato catturato e  detenuto “ad instantiam Sancti Officij” nella città di Padova, in attesa di essere estradato a Roma. Incredibilmente, nel settembre dello stesso anno, Alberico riesce a fuggire e a sottrarsi all’Inquisizione romana. Avviene quindi a Padova il definitivo distacco di Alberico dall’Italia e la sua decisione di cercare una vita nuova nel mondo protestante.  

Con sorpresa ed interesse ha ascoltato questo frutto delle scoperte archivistiche del Centenario, rilasciato dalla Presidente del Centro Internazionale Studi Gentiliani, la gremita sessione dell’inaugurazione del Convegno, illustrata dalla presenza e dai saluti del Pro Rettore, prof. Giuseppe Zaccaria, del Preside della Facoltà di Giurisprudenza, prof. Gianni Riccamboni, del Presidente del Comitato Nazionale Alberico Gentili, l’Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua.

Due sessioni, presiedute dall’attuale e dal precedente Presidente dell’AISDP, rispettivamente, prof. Gian Maria Bravo dell’Università di Torino e prof.ssa Anna Maria Lazzarino del Grosso dell’Università di Genova, hanno introdotto la presentazione del De iure belli e del Tractatus de legibus, opere illustrate dagli autori delle introduzioni, proff. Quaglioni e Todescan, e dei traduttori, avv. Pietro Nencini per la prima e Ottavio de Bertolis, gesuita della Pontificia Università Gregoriana, che è anche autore dell’apparato della seconda, mentre la prima è annotata a cura di Giuliano Marchetto e Christian Zendri.

Innumerevoli i nomi e le provenienze degli Accademici impegnati a dibattere, da Annabel Brett di Cambridge, a Corrado Malandrino dell’Università del Piemonte Orientale, da Mario Turchetti dell’Università di Friburgo, Paolo Carta dell’Università di Trento, Walter Ghia dell’Università di Campobasso, Fausto Arici della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, Isabel Trujillo Pérez dell?università di Palermo e Simona Langella dell’Università di Genova, a Franco Silvano Toni di Cigoli, Merio Scattola e Diego Panizza dell’Università di Padova. Alla fine tutti riconoscono il debito che gli studi gentiliani debbono al prof. Diego Panizza e la Seconda Scolastica al prof. Franco Todescan.

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