La scure di Tremonti e il CNAG

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PROMEMORIA

su Alberico Gentili e il Comitato Nazionale Alberico Gentili

insediato per il quarto Centenario 2008

 

1)      Alberico Gentili: padre fondatore del diritto internazionale

 Gentili, giurista e intellettuale umanista (1552-1608), soprattutto famoso come padre fondatore del diritto internazionale moderno. Esule per causa di fede nell’Inghilterra di Elisabetta I, raggiunge i fastigi della sua carriera accademica e pubblica come professore regio di diritto civile all’Università di Oxford, come intellettuale ideologo e avvocato internazionalista presso la Corte dell’Ammiragliato di Londra.

La sua vicenda umana e intellettuale si dipana nel contesto di conflitti epocali, quelli derivanti dallo scontro tra Riforma e Controriforma e quelli legati alla scoperta dei Nuovi Mondi e all’espansione coloniale dell’Europa. Si tratta di conflitti e di trasformazioni da cui trae origine la ‘modernità’, nella pienezza delle sua accezioni, istituzionali e culturali. In particolare, nasce lo Stato moderno, la politica e lo Stato si secolarizzano, le relazioni ‘esterne’ si trasformano in relazioni tra Stati, prende avvio il colonialismo moderno. E’ su questo sfondo che Gentili, con il suo classico De Iure Belli del 1598, si trova a giocare un ruolo centrale come padre fondatore della teoria internazionale moderna. Un ruolo che trova pieno riconoscimento quando, tra il 1921 e il 1933, la Fondazione Carnegie per la Pace Internazionale di Washington curò la riedizione, con introduzione e traduzione in inglese, delle Hispanicae Advocationis libri duo (1921), del De Legationibus libri tres (1924), e del De Iure Belli libri tres (1933), nella Collana “Classics of International Law”, edizioni queste che da allora sono soggette a ristampe costanti.

Affermare che Gentili è un ‘classico’ del diritto internazionale moderno, anzi il suo ‘padre fondatore’, significa che il Nostro, mobilitando originalmente le risorse della tradizione occidentale - classica, cristiana e giusromanistica - getta le basi concettuali dell’ordine internazionale moderno. Gentili non è l’unico padre fondatore - all’impresa partecipano da un lato i giuristi teologi della Scuola di Salamanca e dall’altro l’olandese Grozio. Ciò che deve essere sottolineato è la profondità, giuridica ed etico-filosofica, del sistema concettuale pensato dai ‘padri fondatori’, tale da costituire le fondazioni permanenti, tuttora vitali, del sistema di diritto/giustizia internazionale quale si è evoluto nella sua lunga storia dal Cinquecento ad oggi. L’etichetta di ‘padre fondatore’ è tutt’altro che storico-antiquaria. Nei momenti critici della storia dell’Europa moderna e dell’Occidente è facile constatare il ritorno ai fondamentali del sapere internazionalistico, quali fissati dai grandi ‘classsici’, alla ricerca di ispirazione per la soluzione delle nuove sfide della storia.

Tutti i ‘classici’ sono ‘attuali’ ed è bene rivisitarli ed onorarli. Si deve sottolineare, tuttavia, che Gentili è un autore classico in un ambito di conoscenza e di sapienza che è di grandissima importanza per l’uomo di oggi, cioè l’ambito del sapere, o dei saperi che riguardano i fenomeni  internazionali: nell’età della globalizzazione i problemi dell’ordine internazionale hanno un riflesso diretto, massivo e preponderante nella vita politica, sociale ed economica della comunità umana. Ancora, non solo i classici sono attuali, ma la loro attualità è soggetta ad oscillazioni e variazioni. Oggi la fortuna di Gentili, l’interesse per il suo pensiero, attraversa una fase di picco senza precedenti.

La prima fase della ‘fortuna gentiliana’, accademica e pubblica, coincide con l’unità d’Italia, con la prima ondata di orgoglio nazionale che lo annovera nel Pantheon dei grandi Italiani che hanno illustrato la grandezza della sua tradizione storica, all’insegna degli ideali liberali della libertà di coscienza e della tolleranza. Segue la fase del terzo centenario della morte nel 1908, allorchè Gentili è celebrato come apostolo della pace e dell’arbitrato internazionale, come antesignano dell’internazionalismo liberale. Infine, dagli anni 1980 fino al Centenario 2008, c’è stata una straordinaria fioritura di studi che, mentre riscopre un Gentili intellettuale ‘a tutto tondo’, ossia poliedrico protagonista del processo genetico della ‘modernità’, ripropone e affronta in una chiave metodologica nuova, rigorosamente storica e interdisciplinare, il tema del ruolo di Gentili nella costruzione della moderna teoria del diritto internazionale e delle relazioni internazionali. E’ questo un fenomeno che vede il convergere di specialisti di molte specialità accademiche, di studiosi di molte prestigiose Università e Istituzioni di ricerca, principalmente del mondo occidentale, ma anche orientale, segnatamente il Giappone, la Corea del Sud, la Nuova Zelanda e l’Australia. 

Sugli indirizzi di studio della fase attuale giocano un ruolo preponderante alcune grandi scuole di diritto internazionale (New York, Oxford, Ginevra), che sono impegnate non solo nelle elaborazioni scientifiche, ma che sono coinvolte in modo operativo, in qualità di ‘think tank’, nella costruzione stessa della nuova ‘governance’ globale. Queste Scuole, operando in prima persona in vista del cosiddetto ‘sviluppo progressivo del diritto internazionale’, considerano come utilissima ed essenziale la rivisitazione dei ‘classici’ del diritto internazionale e tra questi, in modo singolarmente privilegiato, di Alberico Gentili. Sotto questo profilo, l’attualità di Gentili trova oggi la sua spiegazione più profonda nella singolare analogia che si tende a vedere tra le problematiche dell’Europa in età ‘pre-moderna’ e quelle del mondo di oggi in età ‘post-moderna’, problematiche riconducibili in essenza alla risorgenza globale della religione come fattore di conflitto, in stretta connessione con il tema delle differenze di civiltà e dell’incontro/scontro di civiltà. Da qui l’esigenza di costruire un ordine normativo globale in cui la diversità delle culture sia riconciliata con una base, più o mena larga, di regole universali condivise. Esigenza questa resa più urgente, ed anche più complicata,  dal processo di transizione in atto da una struttura d’ordine di tipo ‘interstatuale’ ad una di tipo ‘post-internazionale’, caratterizzata dall’erosione della sovranità statale e dalla diffusione poliarchica degli attori che hanno influenza sulla scena internazionale.

E’ accaduto così che il focus principale dell’interesse per Gentili si è spostato su aspetti nuovi della sua opera, legati non solo alla questione di fondo tradizionale, quella dei rapporti tra politica, diritto e religione, ma a quella più ampia circa l’ordine di giustizia della ‘cosmopoli’ globale. In quest’ottica tende ad affermarsi una nuova immagine di Gentili e della rilevanza della sua lezione per i problemi dell’oggi: il ‘pluralismo pragmatico’, così caratteristico della sua visione dell’ordine internazionale, risulta associato ad un ‘progetto cosmopolitico’ forte, ispirato ai valori chiave di ‘libertà’, ‘umanità’, ‘civiltà’ e ‘pace’.

  

2) Il quarto Centenario della morte di Alberico Gentili e il Comitato Nazionale Alberico Gentili

Tutte queste sono le ragioni che rendono la ‘legacy’ intellettuale e morale di Gentili straordinariamente attuale e interessante per gli ambienti dell’Accademia nazionale e internazionale. Lungi dall’essere un fatto che interessa solo gli accademici, l’importanza della ‘legacy’ gentiliana, è stata formalmente riconosciuta al più alto livello anche dalle Istituzioni pubbliche, in primis dal Ministero dei Beni Culturali che ha approvato e finanziato il programma di celebrazioni del quarto Centenario per il tramite del Comitato Nazionale Alberico Gentili, sotto la presidenza di S.E. l’Ambasciatore Balboni Acqua. Hanno partecipato ancora la Regione Marche, la Provincia di Macerata, il Comune di San Ginesio e numerose altre Istituzioni pubbliche e private.

Al centro del programma del Centenario sono state le iniziative di carattere scientifico, in primo luogo i convegni organizzati da Università nazionali come la Sapienza di Roma, l’Orientale di Napoli, l’Ateneo di Macerata, di Perugia, di Trento e di Padova da un lato, e quelli che si sono tenuti presso autentiche capitali mondiali del sapere internazionalistico dall’altro, come le Università di Oxford, New York e Ginevra, compreso il British Institute for International and Comparative Law di Londra. In questo modo si è avuto uno straordinario progresso di conoscenza che ha coinvolto una moltitudine di studiosi di diverse discipline ed ha messo in evidenza su scala internazionale le molteplici facce della grandezza e attualità di Gentili.

Sul versante scientifico meritano una speciale menzione le iniziative scientifico-editoriali intraprese e portate a compimento in occasione e in virtù del Centenario. Decisamente epocale la pubblicazione dell’edizione italiana annotata dell’opus maius di Gentili, Il diritto di guerra (1598), introduzione di Diego Quaglioni, traduzione di Pietro Nencini, apparato critico a cura di Giuliano Marchetto e Christian Zendri, Giuffré Ed., Milano 2008. Altrettanto epocale la edizione critica con traduzione inglese del De Armis Romanis (1599), The Wars of the Romans, a cura di Benedict Kingsbury e Benjamin Straumann, traduzione di David Lupher, Oxford University Press 2010 (pubblicazione programmata per il settembre 2010). Altre iniziative degne di menzione sono la ristampa anastatica della edizione annotata con traduzione italiana delle Laudes Academiae Perusinae et Oxoniensis (1605) (a cura di Ermini, Perugia 1967) e, soprattutto, l’edizione critica dello Statutorum Volumen della comunità di San Ginesio, redatto con la partecipazione del giovane giurista Alberico.  Tali iniziative editoriali rappresentano un grande titolo di merito del Centenario, in quanto rivitalizzano e rendono accessibili in una lingua moderna, italiano e inglese, opere ormai indisponibili o reperibili con difficoltà.

Occorre notare infine che alla parte strettamente scientifica del programma sono stati sapientemente associati momenti simbolici forti, volti a connotare la valenza memoriale pubblica del quarto Centenario gentiliano. Tra questi momenti spiccano la messa solenne nella Collegiata di San Ginesio il giorno della Inaugurazione ufficiale, presenti Autorità dello Stato italiano e l’Arcivescovo di Camerino; il servizio in memoria che, si è tenuto nella chiesa anglicana di St. Helen, a Bishopsgate di Londra, di cui il Nostro era membro e dove è sepolto; il ricevimento ufficiale al Foreign Office e all’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito. Da ricordare ancora la speciale mostra gentiliana allestita nella Divinity School della Bodleian Library di Oxford; la ‘lettura scenica’ su Alberico Gentili e Giordano Bruno, Per avere amato troppo il mondo, su testi di Filippo Mignini; la targa artistica commemorativa ad opera dello scultore V. Trubbiani; il busto in bronzo di Gentili in dono all’All Souls College di Oxford e l’emissione del francobollo Alberico Gentili. Tutte queste iniziative sono valse ad assicurare pubblica risonanza al Centenario e a consolidarne degnamente la memoria storica in Italia e all’estero. Come si è già accennato, parte non secondaria del programma scientifico si è svolta all’estero, a Oxford, Londra, New York e Ginevra. A questo riguardo si deve rendere omaggio alle Ambasciate e Rappresentanze diplomatico-consolari dell’Italia che, puntualmente presenti a conferenze e convegni, hanno partecipato o organizzato ricevimenti ufficiali, rinnovando la tradizione di altre grandi celebrazioni gentiliane del passato che hanno visto largo concorso di autorità di governo, diplomatici e accademici (tra i momenti più alti, gli anni 1875-1877 a Roma, Londra, Oxford e San Ginesio; nel 1908, per l’inaugurazione del monumento in San Ginesio, nel 1934 a Roma, Camerino, San Ginesio e Macerata).

Quella del Centenario Gentiliano è stata dunque un’impresa complessa e polivalente, tenuta insieme da un disegno unitario che, è opportuno sottolineare, ha avuto nel CISG di San Ginesio il suo primum mobile, sia come soggetto ideatore che come soggetto di coordinamento nell’attuazione di tutte le numerose ed efficaci azioni messe in campo in Italia ed all’estero dal Comitato Nazionale Alberico Gentili insediato dallo Stato italiano. Evocare qui il ruolo cruciale svolto dal CISG vale a garantire la credibilità e ad esaltare la validità scientifica, per non dire la ‘eccellenza’, del Centenario Gentiliano 2008, di cui si è qui descritto sinteticamente significato e realizzazioni.

Il CISG è associazione no profit che dal 1981 persegue la missione di promuovere la conoscenza e gli studi su Gentili. Una missione che ha perseguito con l’organizzazione di convegni scientifici internazionali a scadenza biennale, di cui è conservata puntualmente memoria nei tredici volumi degli Atti pubblicati dal 1985 al 2008 in apposita Collana della Giuffrè di Milano. Agendo sotto la guida di un Comitato scientifico, composto da illustri studiosi di Università italiane e straniere, il CISG ha funzionato da catalizzatore e da bacino collettore di quella grande fioritura di studi che ha contraddistinto l’ultimo trentennio della ‘fortuna’ gentiliana. Il CISG ha contestualmente intessuto una rete permanente di relazioni accademiche internazionali, rivitalizzando in particolare la ‘special connection’ di San Ginesio con la Law Faculty dell’Università di Oxford, che risale alla prima fase della rinnovata ‘fortuna’ di Gentili, in età post-risorgimentale. Sotto la guida della sua Presidenza, il CISG ha inoltre sviluppato le sue attività sul terreno delle azioni scolastico-formative a beneficio del territorio, organizzando seminari di specializzazione e corsi intensivi di formazione in materie internazionalistiche, i cosiddetti ‘Incontri di Primavera’, giunti alla XVI edizione. Di questa speciale attenzione del CISG alla valorizzazione di Gentili e delle tradizioni storiche a livello del territorio, sono testimonianza le iniziative pubbliche di carattere simbolico-memoriale che il CISG ha ideato e realizzato sul territorio in occasione delle celebrazioni del Quarto Centenario Gentiliano. Ciò è avvenuto soprattutto con rievocazioni storiche nei giorni della Inaugurazione a San Ginesio e in coincidenza con il Convegno Giornate Gentiliane del settembre 2008, con un apposito programma chiamato ‘Non Solo Studi’, con pubbliche letture di brani scelti di Gentili e manifestazioni in costume d’epoca.

Le credenziali, sia in termini di qualità scientifica che di immagine, che il CISG ha acquisito a livello nazionale e internazionale in trent’anni di attività, sono dunque tali da costituire sicura garanzia ed avallo della intrinseca dignità ed eccellenza delle celebrazioni in onore di Alberico Gentili nel quarto Centenario Gentiliano.

In conclusione, un Centenario è, per definizione, una ricorrenza eccezionale che riguarda un personaggio storico eccezionale. Il Centenario Gentiliano 2008, si può dire, ha risposto pienamente a tale definizione. Gentili, quale padre fondatore del diritto internazionale moderno, è una gloria nazionale, parte integrante della stessa identità culturale italiana. Nel rendere omaggio alla sua memoria nel quarto Centenario della morte, il Comitato Nazionale Alberico Gentili ha voluto esaltare l’eccellenza della grande tradizione culturale italiana e l’importanza del suo apporto alla costruzione della ‘civiltà internazionale’ moderna. 

Prof. Diego Panizza

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