In memoria del Presidente Onorario Alessandro Taccari

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Cari Amici

Il 9 febbraio 2009, tra l΄affetto di Marco, Ornella, Alessandra e Chiara, si è spento all΄età di 88 anni, Alessandro Taccari, una stupenda persona con un cuore grandissimo ed una incredibile capacità di relazionarsi con chiunque. Tutti lo conoscevano, tutti sapevano il suo nome, tutti lo salutavano, quasi a voler ricambiare la innata simpatia che il suo sorriso aperto e leale ispirava.

Il suo era un modo generoso e solidale di prendersi cura delle cose, delle persone e delle iniziative che gli germogliavano intorno o alle quali lui stesso dava vita. In quello stesso modo, altruista e dinamico, nel momento del bisogno si era gettato nella mischia, e aveva assunto la presidenza del Centro Studi in un frangente di particolare difficoltà, assumendo su di sé la responsabilità di Presidente.

Quasi d΄istinto, aveva capito che Alberico Gentili avrebbe potuto essere una risorsa per San Ginesio e che quindi non si poteva e non si doveva lasciar morire la fiammella che intorno a questo grande era stata accesa.

Lui che sempre nella vita si era prodigato per la sua Comunità, come volontario del soccorso ante litteram, come confratello e Priore dei Sacconi di S. Tommaso, e l’aveva fatto in tempi in cui non era affatto un concetto scontato che i beni culturali avessero un’utilità sociale e fossero stimolatori dell΄economia, lui aveva intuito che la fiaccola accesa per Alberico Gentili doveva continuare ad ardere e diventare una grande fiamma.

Cosí, con la sua simpatia personale e la sua calorosa ospitalità, aveva coltivato rapporti con accademici italiani, aveva gioito quando il Centro era diventato <internazionale>, come diceva lui, e, infine, aveva esultato quando era arrivato il primo ospite d΄oltremare. <Abbiamo varcato gli oceani>, diceva, orgoglioso della piega che questa sua creatura andava prendendo.

Era un piacere ascoltarlo, era un dovere adottare la cifra vincente fatta di simpatia e ospitalità che aveva adottato con i Soci, i visitatori e gli ospiti. Una strategia che aveva architettato per realizzare il disegno originario, conscio delle limitazioni strutturali e anche culturali del luogo di nascita di Alberico, che, pur incantevole, non poteva competere con strutture ed infrastrutture di grandi Università e di importanti Istituzioni.

Il suo mandato di Presidente si concludeva per la grave malattia che ci fece tutti temere di perderlo ancora anni fa, ma rimessosi, anche grazie alle cure amorose della sua famiglia, si fece fotografare, sorridente, in mezzo ai famosi professori, Kingsbury da New York, Haggenmacher da Ginevra, Wijffels da Leida e Panizza da Padova, venuti a celebrare il quarto centenario della pubblicazione del De iure belli.

Lui è sempre stato lí, nella segreteria del Centro Studi, ad aiutare, a suggerire come comportarsi in mille e una circostanza, sempre con affetto, sempre con partecipazione, sempre con il cuore.

E nel cuore ci è rimasto il Signor Sandro, il suo attivismo entusiata per la Comunità dal quale molti giovani dovrebbero trarre stimolo ed esempio. Nel cuore è rimasta quella mano che stringe forte e supplisce alla parola che si fa lenta. Nel cuore sono rimasti gli occhi abbruniti nei quali di quando in quando balugina ancora la luce arguta della vita.

Non ti dimenticheremo, sarai nei nostri ricordi e nella commemorazione che di te faremo a marzo, anche con i pensieri e con le piccole e grandi memorie che Voi, Amici cari, vorrete spedire al Centro Studi o alla Famiglia, tramite Centro Studi.

Grazie per quello che potrete ricordare.

La vostra

Pepe Ragoni

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