Considerazioni di tre accademici

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Considerazioni di tre accademici

Il progetto di edizione-traduzione in inglese dell’opera De Armis Romanis

Nella ricorrenza del centenario di un autore classico, quale operazione è più meritoria di quella che prevede la traduzione di una sua opera in una lingua di largo uso corrente? E' questo il merito che, nell'Atto di Governo n. 74, le Commissioni parlamentari riconoscono al Comitato Nazionale Alberico Gentili istituito dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, per le celebrazioni del quarto centenario della morte di Alberico Gentili (1608-2008). Rendere fruibile al più largo pubblico internazionale un testo classico significa infatti “favorire la conoscenza del patrimonio culturale del nostro Paese”. A più di 400 anni dalla sua pubblicazione in latino, nel 2008 vedrà la luce l'edizione in inglese con introduzioni del De Armis Romanis libri duo di Alberico Gentili. Dopo tre anni di complicata gestazione l'importante progetto editoriale è in dirittura d'arrivo. Hanno concorso alla sua realizzazione la tenacia del Centro Internazionale Studi Gentiliani, mai scoraggiato dalle difficoltà economiche, il mecenatismo dell'industriale calzaturiero Silvano Lattanzi con la sua tempestiva donazione alla New York University a favore del progetto Alberico Gentili, ed, infine, la dedizione, l'impegno e la competenza di illustri studiosi di Gentili, tre accademici quali il Prof. Diego Panizza, storico della teoria politica presso il Dipartimento di Studi Internazionali dell'Università di Padova; Alain Wijffels, Professor of comparative law and legai history, Universities of Brussels, e il curatore dell'edizione inglese, presso la Oxford University Press, Benedict Kingsbury, Murry and Ida Becker Professor of Law, Direttore dell'institute for International Law and Justice, School of Law della New York University (USA).


Diego Panizza

"II trattato De Armis Romanis (Hanoviae 1599), pubblicato subito dopo l'opera maggiore di Gentili, il classico De Iure Belli (1598), ne rappresenta certamente il corollario e complemento storico-empirico, in quanto i principi di giustizia bellica ivi esposti sono discussi con riferimento al caso delle guerre romane. La discussione intorno alla giustizia e legalità delle guerre di Roma è condotta nella forma di un una classica controversia processuale che si riflette nella stessa suddivisione in due libri. Nel libro I (Actio) sono esposti gli argomenti dell'accusa contro Roma, mentre nel libro Il (Defensio) sono presentati i contro-argomenti a difesa. Ancorando il discorso sulla guerra agli schemi della dottrina scolastica della guerra giusta, Gentili in nessun modo accoglie la nozione classico-umanistica della legittimità della guerra per la gloria e l'impero, anzi la ripudia espressamente. Analogamente significativa è la ammirazione che Gentili lascia trasparire per la ‘virtù' dell’antica Roma nonché per il ruolo da essa svolto come modello di ‘civiltà giuridica’ e di civiltà tout court. Il De Armis Romanis, in quanto opera concentrata sul tema storico e teorico dell'impero, basata su una strumentazione linguistica e argomentativa ricca e variegata, quale solo i nuovi modi di fare storia intellettuale consentono di mettere in evidenza, rende ora finalmente possibile comprendere appieno il pensiero di Gentili rispetto al tema imperiale, un tema che aveva una rilevanza distinta e topica non solo nella sua opera, ma anche nel più ampio contesto della cultura giuridica e politica del Rinascimento europeo. Il De Armis Romanis costituisce dunque una fonte tra le più importanti di una vicenda storico-concettuale che caratterizza la fase formativa degli imperialismi dell'Europa moderna e, più in generale, lo sviluppo storico del diritto internazione dal Cinquecento in avanti".


Alain Wijffels

"Questa opera di Gentili ha attratto finora un'attenzione relativamente modesta. Tradizionalmente Gentili è stato soprattutto ricordato come uno dei maggiori autori, della generazione prima di Grozio, che ha sviluppato il diritto internazionale primo-moderno ('classico') come branca distinta del diritto. Le opere internazionalistiche riconoscibili come tali (sul diritto di guerra, sullo status degli ambasciatori, sulla guerra marittima) sono state ristampate e tradotte nel secolo XX e spesso studiate. Esse sono un punto di riferimento in ogni storia del diritto internazionale ed hanno assicurato che il nome di Gentili sia una figura relativamente ben conosciuta nella storia del diritto. La principale cornice istituzionale di questi studi è stato il Centro Internazionale di Studi Gentiliani, basato a San Ginesio (Italia). Nonostante i traguardi raggiunti, molto lavoro di ricerca rimane da fare e molti progetti sono ancora ‘in corso d'opera’. È in questo contesto che la traduzione del De armis romanis dovrebbe essere valutata".


Benedict Kingsbury

"Questo libro non è mai stato tradotto dal latino, l'edizione più recente risalendo al 1770. C'è scarsa letteratura incentrata su quest'opera, o che vi faccia riferimento. Secondo il mio parere, sarebbe un utile servizio agli studi accademici commissionare una traduzione in inglese del De Armis Romanis, in quanto tale lavoro potrebbe avere un impatto su diversi dibattiti scientifici correnti.

A livello generale,questa opera presenta una visione dell'impero romano quale sistema gerarchico di ordine “mondiale” che contrasta in modo interessante con la visione gentiliana di un ordine più anarchico di tipo interstatale, basato sull’equilibrio di potenza, quale esposto nella sua molto più famosa opera De lure Belli. Il De Armis Romanis e i suoi temi saranno un punto centrale del convegno, il che sarà una buona fonte di pubblicità negli Stati Uniti per la nuova traduzione e per le opere di Gentili più in generale".

Copyright 2017, by the Contributing Authors. Cite/attribute Resource. biagio. (2008, January 11). Considerazioni di tre accademici. Retrieved July 24, 2017, from CISG Web site: http://cisg.it/rassegna-stampa/marche-n-9-10-del-2007/considerazioni-di-tre-accademici. All Rights Reserved.

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