IMPRESA E ALTA CULTURA PER ALBERICO GENTILI

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IMPRESA E ALTA CULTURA PER ALBERICO GENTILI

Sponsorizzata la traduzione di un’opera del padre fondatore del diritto internazionale moderno. Un nobile esempio di mecenatismo

Nel segno di una nobile tradizione un imprenditore calzaturiero del fermano sponsorizza la traduzione di un autore classico. L’autore è Alberico Gentili (San Ginesio 1552-Londra 1608), padre fondatore della scienza del diritto internazionale moderno.

L’opera è il “De Armis Romanis” (1599). II generoso industriale è Silvano Lattanzi, titolare della Zintala di Casette d’Ete. Questa illuminata donazione viene fatta alla New York University Law School che, nel quadro delle celebrazioni del quarto centenario della morte del grande giureconsulto, è interessata a rendere ampiamente fruibile al pubblico il pensiero di Gentili su impero e imperialismo. All’inizio del secolo scorso, il diritto internazionale acquistò una nuova centralità di fronte alla grande espansione delle relazioni internazionali, tanto che si cominciò a pensare ad un organismo sopranazionale che fungesse da camera di compensazione tra i confliggenti interessi politici ed economici degli stati. All’epoca della nascita della Società delle Nazioni, l’opera di Gentili beneficiò della generosità del magnate americano Carnegie, il quale, al fine di legare il suo nome di uomo d’affari di successo alla cultura che ha contribuito a fondare la civiltà occidentale, costituì un fondo che consentisse alle opere dei “classici del diritto internazionale” di essere tradotte e pubblicate in inglese, per contribuire al progresso della scienza e alla formazione delle classi dirigenti. Di Alberico Gentili

furono tradotte e pubblicate tre opere, il “De Legationibus” (1585), basilare nella scienza del diritto e dell’arte diplomatica, il “De Iure Belli” (1 598), fondativa della scienza del diritto internazionale e l’opera postuma "Hispanicae Advocationes" (1613), esemplare della prassi giuridica in materia di traffici commerciali tra le nazioni. II Comitato Nazionale Alberico Gentili per le celebrazioni del quarto centenario 2008, presieduto da S.E. l’Ambasciatore d’Italia Giuseppe Balboni Acqua, si congratula con l’imprenditore marchigiano che ha legato per sempre il suo nome ad una importante opera di un grande uomo che, nato a San Ginesio e costretto all’esilio per motivi di religione, trovò rifugio nell’Inghilterra della regina Elisabetta I, di Shakespeare, di Bacone e di Francis Drake, dove fu onorato con la cattedra regia (istituita e finanziata dalla monarchia inglese) di diritto romano nella famosa Università di Oxford, dove fu incaricato di dirimere questioni di stato e dove esercitò l’avvocatura al massimo livello presso la Corte dell’Ammiragliato di Londra. Alberico Gentili, autore di opere la cui valenza ed attualità genera da secoli studi e saggi in Italia e nel mondo, è uno degli incommensurabili beni culturali della nostra terra, un patrimonio che purtroppo soffre nella cronica inadeguatezza di mezzi idonei alla sua pubblica valorizzazione. Abbracciare la "causa" della grande cultura significa comprendere come la civiltà dei beni materiali risulti esaltata dal contesto dei beni immateriali in cui opera, cioè dalla storia, dalle opere d’arte e dalle genialità del territorio d’appartenenza. Il prodotto di successo e la “filosofia aziendale” che l’ha creato diventano così il distillato dell’antica sapienza del luogo d’origine, dove il succedersi della maestria di generazioni, percolando da mille rivoli, si concentra in un articolo di successo che il mercato percepisce come oggetto di desiderio e di distinzione. Il mercato è dato infatti da uomini e donne che aspirano a condividere quel senso di sicurezza che viene dalla bellezza e dalla sapienza.

Legare un marchio e un produttore ai beni universalmente riconosciuti durevoli della propria terra d’origine significa corazzarli contro la mutevolezza delle mode e dei momenti. L’industriale filantropo dell’acciaio Andrew Carnegie, a quasi cento anni dalla sua morte, sarà evocato da chiunque voglia ascoltare un concerto nella Hall da lui fondata nel cuore di Manhattan, sarà citato ogni volta che un qualche cittadino del mondo voglia consultare le opere dei classici da lui rese accessibili in inglese. Silvano Lattanzi, con l’amore per il suo lavoro di “calzolaio” e con la fierezza per il prestigio di nicchia del suo prodotto, ha saputo fare il salto nel mondo dell’immateriale che nobilita, e sarà tra i protagonisti della presentazione del volume “De Armis Romanis” a New York, nel Convegno del 14-15 marzo 2008 ad esso dedicato presso la New York University in Washington Square. ln quella occasione due grandi italiani saranno di nuovo vicini: Giuseppe Garibaldi e Alberico Gentili. L’eroe dei due mondi dalla statua equestre erettagli in quella meravigliosa piazza di Manhattan sbircerà tutto intorno gli edifici in mattoncino rosso che costituiscono la NYU, rallegrandosi di essere stato, ai suoi tempi, uno dei “grandissimi italiani” promotori della celebrazione di Alberico Gentili e sottoscrittori per l’erezione dei monumento in San Ginesio, cinque anni dopo la presa di Roma e la conseguente cancellazione delle misure restrittive imposte dell’Indice dei libri proibiti contro la stampa e la diffusione dell’opera e del pensiero del grande giurista marchigiano. Tra poco meno di un anno un’altra grande opera che ha contribuito a formare la coscienza civile dell’Europa moderna sarà tolta dall’oblio dell’astrusa vigoria del testo latino e offerta alla facile fruizione del largo pubblico, secondo la tendenza in voga negli Stati Uniti d’America, dove “Iliade” e “Odissea”di Omero ed”Eneide” di Virgilio sono diventati best sellers, destando meraviglia negli stessi traduttore ed editore. Ma perché meravigliarsi, se anche da noi il Dante recitato da Benigni riempie teatri e fa record di ascolto in televisione? I classici chiedono spazio, vogliono farsi conoscere e il pubblico riserva loro insospettate gradevoli sorprese. Alberico Gentili sarà tradotto dal Professor David Lupher, Chair of the Classics Department at the University of Puget Sound, pubblicato presso la prestigiosa Casa editrice Oxford University Press, a cura di Benedict Kingsbury, Murry and Ida Becker Professor of Law, Director dell’institute for International Law and Justice della NYU Law School. Ancora congratulazioni al coraggioso e lungimirante imprenditore marchigiano Siivano Lattanzi che, nella scarsità dei fondi destinati alle celebrazioni gentiliane 2008, ha reso possibile questo alto evento culturale che tra l’altro, oltre ad onorare un grande personaggio della nostra terra, solidifica la joint venture tra il Comitato nazionale italiano e la famosa Accademia newyorkese. Il Comitato si augura che questo sia l’inizio di una condivisione sempre più attiva tra mondo dell’impresa e mondo della cultura. In questo senso le celebrazioni 2008 con il loro folto programma negli Stati Uniti, in Inghilterra, a Ginevra e in Italia hanno molto da offrire alla generosità illuminata degli imprenditori marchigiani che sono tanti e giustamente orgogliosi della buona letteratura di cui godono nel competitivo e globalizzato mondo degli affari.

 

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